Verso il Pd Lucio Cangini, l'ex candidato alla segreteria torna alla carica
La montagna va da Veltroni
"I Ds di Cesena presentino una lista tematica"
SARSINA - Il segretario dei Ds di Sarsina, Lucio Cangini, invita la Quercia di Cesena a presentare una lista tematica per la risorsa- montagna a sostegno della candidatura di Walter Veltroni. Conclusa l'avventura per la corsa alla segreteria nazionale del Pd, Lucio Cangini continua la sua battaglia per far entrare la "montagna democratica" nel Dna del nuovo soggetto politico. Nei giorni scorsi, ha discusso con cittadini ed esponenti politici dell'opportunità di qualificare il progetto di governo del Pd, da lui redatto, "La città montana delle arti, dei mestieri e delle scienze, per una democrazia a 360°". Presto, Cangini invierà una lettera aperta al segretario Ds di Cesena, oltre che amico, Daniele Zoffoli, con la quale chiederà alla sezione della Quercia di proporre a Veltroni questa lista tematica nel collegio elettorale cesenate, tra le 25 liste previste per la sua candidatura. Se ne può parlare - ha fatto sapere Zoffoli - Del resto abbiamo sempre dimostrato di avere molta attenzione per le periferie incentivando politiche di sviluppo su tutto il territorio". Il regolamento per le Primarie del Pd prevede che ogni lista, a sostegno di un candidato alla segreteria nazionale, sia composta da sette persone e sostenuta da 150-200 firme, da consegnare entro il 22 settembre. "Le firme non sono un problema - assicura Cangini - ne ho raccolte molte di più solo a Sarsina. La mia candidatura alle Primarie non è stata un'improvvisazione velleitaria e, tantomeno, un episodio fine a se stesso. Il problema è capire, come ha detto Bersani, quanto il Pd sarà capace di alimentarsi di valori etico-politici e di partecipazione dal basso". Oltre ad essere stato ex sindaco di Sarsina, Cangini ha lavorato per anni nella comunità montana, rappresentandola in Regione e in Europa. Sta lavorando alla stesura di un diario sulle Primarie che consegnerà, insieme al suo programma, a tutti i candidati alla segreteria nazionale del Pd ai quali lancia anche un monito. "Nel diario - spiega Cangini - riporterò i dibattiti politici più interessanti che ci sono stati dal giorno in cui ho deciso di candidarmi, fino alle Primarie. Spero che il nuovo segretario del Pd inserisca la risorsa montagna insieme alle metropoli e alle zone costiere nei piani di sviluppo del paese". La montagna rappresenta, in effetti, uno dei patrimoni più importanti del Paese con il 16% del Pil, 4.200 Comuni, 350 Comunità montane e 10 milioni di abitanti. Per questo Cangini lancia l'appello. "Pur riconoscendo all'Ulivo il merito di aver concepito il Pd, va precisato che il partito democratico non dovrà essere quel conglomerato partitico urbano di corto respiro, accartocciato dentro i palazzi romani. O si cambia registro alla democrazia oppure il divario fra ricchi e poveri, fra aree del mondo ad alta e bassa densità demografica, aumenterà inesorabilmente". Per Cangini, insomma, la città ha molto da imparare dalla montagna e non può permettersi neanche il lusso di abbandonare le periferie. "Le mutazioni epocali in corso - delucida Cangini - degli assetti sociali, produttivi e mercantili, rappresentano per gli abitanti delle montagne italiane un'inedita occasione per divenire protagonisti del futuro dell'Europa. I secolari mestieri, praticati con scienza di vita, vanno attualizzati in progetti cantierabili di filiera. Il Comune montano rappresenta uno storico insediamento di civiltà e autentico luogo europeo dei doveri e dei diritti democratici. Il Pd dovrà impostare una terapia su tre assi portanti: lavoro, sicurezza sociale e equilibrio territoriale".

