Montagna democratica Pd e nuove identità. Il candidato romagnolo ha iniziato la raccolta delle firme
Cangini: "Sono l'uomo giusto per Amato"
SARSINA - "Sono io l'uomo che sta cercando Amato". L'ex sindaco Ds di Sarsina Lucio Cangini, prossimo a candidarsi alle Primarie per al guida del Pd, replica così alle affermazioni del ministro degli interni, Giuliano Amato, che ieri si è detto preoccupato di alcune candidature "troppo legate a vecchie identità, non sufficienti a ricomporre la società italiana ridotta in frammenti di uno specchio che non c'è più". A proporgli una soluzione estranea ai vecchi schemi è ora il 63enne Lucio Cangini, da oltre 30 anni al servizio della montagna, che sta girando l'Italia per raccogliere entro il 30 luglio le oltre 2mila firme, utili alla propria candidatura. "Se il partito democratico - avvisa Cangini - vuole ricomporre lo specchio rotto della società italiana deve riabilitare la fabbrica montagna, regina dei principi democratici e patrimonio europeo della civiltà occidentale". Amato ha poi indicato Veltroni come idoneo a farlo, la ministra Bindi simpatica e Furio Colombo un frammento dello specchio. "La fabbrica montagna - delucida Cangini - è trasversale ad ogni schema politico e per questo motivo è stata considerata dai governi, sia di centro-destra che di centro-sinistra, una cenerentola al servizio delle aree metropolitane. Se Amato ritiene che le candidature dei poteri forti non garantiscono i legami sociali utili a promuovere le riforme, si batta per posticipare il termine per la presentazione delle firme. Così, favorirebbe la democrazia autentica e la partecipazione della base, due fattori indispensabili per chi si candida senza vantare al proprio servizio la macchina del partito". Il Comitato tecnico per le Primarie ha deciso martedì di non posticipare la data per la presentazione delle firme fissata al 30 luglio (e annunciata solo il 14) ma Cangini, che si definisce un liberto dell'appennino tosco-romagnolo, non si perde d'animo. "Servono almeno 100 firme autenticate in cinque Regioni diverse dove stiamo già presentando il nostro quaderno progettuale sulle montagne italiane. Ho incontrato amici e amministratori a Voghera, andrò (oggi) a Torino, nel Vajont, nel Vallo di Diano e nella zona Irno del salernitano. Conto però di ottenere il sostegno dell'unione nazionale dei comuni montani e le preferenze del collegio elettorale dell'Emilia Romagna". Per Cangini la montagna rappresenta la fabbrica più bella ed estesa del paese, un'autentica generatrice di sviluppo che può trainare la società verso un progresso equo-sostenibile. "Grazie all'interazione quotidiana uomo-natura - conclude Cangini - la montagna ha conservato un'autenticità democratica di valori culturali, sociali, civili e di filiere produttive d'eccellenza. Tali valori, se posti a sistema in un progetto di modernizzazione dell'Italia, diventano essenziali a qualificare anche la vita delle aree metropolitane".
Armando dell'Annunziata

