La Voce, 18 luglio 2007

Il candidato "qualsiasi" parte in quarta e dichiara: "Bisogna subito rifare il regolamento"

Verso il Pd in compagnia di Bindi e Colombo

SARSINA (Kb) - "Dove sta la democrazia se un progetto di Partito nuovo, che si chiama appunto Democratico, condiziona, soffocando con eccesso di burocrazia, la candidatura di un cittadino qualsiasi?". Lucio Cangini parte in picchiata, sostenendo le stesse perplessità che in questi giorni sia Rosy Bindi che Furio Colombo hanno manifestato in merito al Regolamento quadro per l'elezione delle Assemblee Costituenti dell'Ulivo-Partito Democratico. "Come si può pretendere che un cittadino, in totale democrazia, riesca in poco più di 15 giorni a raccogliere 2500 firme in almeno 5 regioni diverse? E' uno dei cancri italiani di cui sto parlando - sottolinea Cangini - l'eccesso di burocrazia, portata a commi e paragrafi che hanno dell'inverosimile, tralasciando di pari passo l'essenzialità come è accaduto per la modulistica necessaria alla raccolta delle firme". I due volti noti della politica italiana, la Bindi ex ministro della Sanità ed ora ministro della famiglia e Colombo, ex direttore dell'Unità e senatore dell'Ulivo, che lunedì ha annunciato la propria intenzione di candidarsi alla guida del PD hanno espresso le stesse dubbiosità del valligiano Lucio Cangini.  "Ho intenzione di avanzare una proposta di posticipazione della candidatura corredata dalla raccolta di firme, che invece del 30 luglio arrivi al 10 settembre". Nel frattempo, proprio ieri sul sito ufficiale del Partito Democratico è apparsa la notizia dell'intenzione di rivisitare al data di fine mese consentendo un lasso di tempo maggiore per la raccolta delle firme. E sempre ieri Colombo in un'intervista rilasciata al quotidiano La Repubblica, alla domanda "ha capito quante firme le servirebbero per poter affrontare la battaglia?" ha dichiarato "Non ho capito niente di niente. Non so quante firme servano e non so neppure se è concesso a chi non possiede una scorta di governo (per scorta intendo la strumentalizzazione necessaria, le relazioni organizzative) di avanzare un'autonoma candidatura". Dalle stesse dichiarazioni del senatore dell'Ulivo, appare oltremodo palesato il pensiero condiviso da Cangini sull'ambiguo regolamento quadro per chi intende mettersi in corsa per le primarie: uno strumento poco congruente con l'idea di democrazia.

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