La sua carta d'identità
"Mi definisco un artista e libero pensatore"
SARSINA (kb) - Per fornire un'idea dell'ambiguità contenuta all'interno del regolamento, citiamo testualmente il punto numero 8 dell'Articolo 7 inerente la questione delle candidature, raggruppato all'interno del Regolamento quadro per l'elezione delle Assemblee Costituenti dell'Ulivo-Partito Democratico. "Le dichiarazioni di candidatura alla carica di Segretario Nazionale sono presentate all'Ufficio tecnico amministrativo entro il 30 luglio 2007 unitamente ad una dichiarazione di intenti e a un numero di firme compreso tra duemila e tremila, di cui almeno cento in ognuna di cinque regioni. Le dichiarazioni di candidatura sono accettate se corredate, entro i termini previsti per la presentazione delle liste, da dichiarazioni di cui al comma 6, lettera g, relative a liste presentate in almeno 25 diversi collegi presenti in non meno di 5 differenti regioni". In sostanza alla lettera "g" è previsto che per candidarsi un soggetto debba avere una documentazione "di indicazione della persona che la lista sostiene come candidato alla carica di Segretario Nazionale, corredata dalla corrispondente dichiarazione di accettazione da parte di quest'ultimo". Dopo tutta questa trafila di parole in burocratese intraducibile - evidenzia Lucio Cangini - io mi presenterò con la mia 'carta d'identità' in cui sta scritto che sono un artista, un libero pensatore con un portafoglio di valide idee a favore della montagna". E le idee di Cangini si faranno largo tra i cavilli burocratici previsti all'interno del Regolamento quadro, grazie al suo pensiero "Non c'è dubbio che le arti e i mestieri della 'fabbrica montagna', in quotidiana interazione con l'ambiente, producano anche a beneficio della città, delle pianure e delle zone costiere attraverso alimenti di qualità e fonti energetiche, ecosistemi ambientali ed ecosostenibilità dello sviluppo, tipicità zonali produttive, concezione del lavoro come valore sociale e dimensione di realizzazione umana. Inoltre: cultura di vita quotidiana e buon senso dei saperi storico-ambientali, senso di appartenenza e convivenza civile, continuità generazionale della famiglia, salubrità polmonare e di rapporto interpersonale ed infine autenticità democratica nei e dei Comuni Montani". "La montagna e i Comuni Montani sono presidio quotidiano di un livello democratico che non si limita al solo aspetto economico - rimarca Cangini - il dialogo interpersonale in barba del cancro burocratese all'italiana, e le risorse endogene sono elementi fondamentali di progettualità dove Sindaco, consiglieri comunali e cittadini si incontrano al bar, nei luoghi di lavoro, al campo di calcio, in piazza, in chiesa, giorno dopo giorno immancabilmente. I Comuni montani sono una vera e propria comunità attiva in grado di far maturare idee e realizzare progetti con l'adesione e la partecipazione di ogni singola persona. Se non vogliamo disperdere questa straordinaria dotazione fattrice di solide aggregazioni sociali, costumi di laboriosità civica e più salutari modi di vivere, ci è d'obbligo mettere mano ad un dinamico disegno strutturale di trasmissione delle conoscenze, lette e reinterpretate anche in termini economico-commerciali e portate a sistema produttivo diversificato sebbene d'area nazionale, attraverso gli strumenti della modernità".

