La Voce - Novembre 2007
L'articolo sulle mie dimissioni da Consigliere della Comunità Montana dell'Appennino Cesenate
Montagna, democrazia, creatività, giovani.
L'articolo sulle mie dimissioni da Consigliere della Comunità Montana dell'Appennino Cesenate
Verso il Pd Lucio Cangini, l'ex candidato alla segreteria torna alla carica
La montagna va da Veltroni
"I Ds di Cesena presentino una lista tematica"
SARSINA - Il segretario dei Ds di Sarsina, Lucio Cangini, invita la Quercia di Cesena a presentare una lista tematica per la risorsa- montagna a sostegno della candidatura di Walter Veltroni. Conclusa l'avventura per la corsa alla segreteria nazionale del Pd, Lucio Cangini continua la sua battaglia per far entrare la "montagna democratica" nel Dna del nuovo soggetto politico. Nei giorni scorsi, ha discusso con cittadini ed esponenti politici dell'opportunità di qualificare il progetto di governo del Pd, da lui redatto, "La città montana delle arti, dei mestieri e delle scienze, per una democrazia a 360°". Presto, Cangini invierà una lettera aperta al segretario Ds di Cesena, oltre che amico, Daniele Zoffoli, con la quale chiederà alla sezione della Quercia di proporre a Veltroni questa lista tematica nel collegio elettorale cesenate, tra le 25 liste previste per la sua candidatura. Se ne può parlare - ha fatto sapere Zoffoli - Del resto abbiamo sempre dimostrato di avere molta attenzione per le periferie incentivando politiche di sviluppo su tutto il territorio". Il regolamento per le Primarie del Pd prevede che ogni lista, a sostegno di un candidato alla segreteria nazionale, sia composta da sette persone e sostenuta da 150-200 firme, da consegnare entro il 22 settembre. "Le firme non sono un problema - assicura Cangini - ne ho raccolte molte di più solo a Sarsina. La mia candidatura alle Primarie non è stata un'improvvisazione velleitaria e, tantomeno, un episodio fine a se stesso. Il problema è capire, come ha detto Bersani, quanto il Pd sarà capace di alimentarsi di valori etico-politici e di partecipazione dal basso". Oltre ad essere stato ex sindaco di Sarsina, Cangini ha lavorato per anni nella comunità montana, rappresentandola in Regione e in Europa. Sta lavorando alla stesura di un diario sulle Primarie che consegnerà, insieme al suo programma, a tutti i candidati alla segreteria nazionale del Pd ai quali lancia anche un monito. "Nel diario - spiega Cangini - riporterò i dibattiti politici più interessanti che ci sono stati dal giorno in cui ho deciso di candidarmi, fino alle Primarie. Spero che il nuovo segretario del Pd inserisca la risorsa montagna insieme alle metropoli e alle zone costiere nei piani di sviluppo del paese". La montagna rappresenta, in effetti, uno dei patrimoni più importanti del Paese con il 16% del Pil, 4.200 Comuni, 350 Comunità montane e 10 milioni di abitanti. Per questo Cangini lancia l'appello. "Pur riconoscendo all'Ulivo il merito di aver concepito il Pd, va precisato che il partito democratico non dovrà essere quel conglomerato partitico urbano di corto respiro, accartocciato dentro i palazzi romani. O si cambia registro alla democrazia oppure il divario fra ricchi e poveri, fra aree del mondo ad alta e bassa densità demografica, aumenterà inesorabilmente". Per Cangini, insomma, la città ha molto da imparare dalla montagna e non può permettersi neanche il lusso di abbandonare le periferie. "Le mutazioni epocali in corso - delucida Cangini - degli assetti sociali, produttivi e mercantili, rappresentano per gli abitanti delle montagne italiane un'inedita occasione per divenire protagonisti del futuro dell'Europa. I secolari mestieri, praticati con scienza di vita, vanno attualizzati in progetti cantierabili di filiera. Il Comune montano rappresenta uno storico insediamento di civiltà e autentico luogo europeo dei doveri e dei diritti democratici. Il Pd dovrà impostare una terapia su tre assi portanti: lavoro, sicurezza sociale e equilibrio territoriale".
Sono in imbarazzo: non so se sia corretto riportare nella rassegna stampa quello che i blog dicono di me. Comunque lo faccio lo stesso. Anche perché nel caso di Prodigit, il fatto che l'autore abbia deciso di riportare per intero la mia lettera d'intenti intitolando l'articolo "Mi candido perché la montagna è donna..." vuol dire che ne ha capito di più di molti giornalisti professionisti.
Molto divertente la citazione su Daverik: guardate il video. Ma io non sono così chiaro e incisivo neanche nei miei giorni migliori :-)
GoodbyeLove pubblica un post sulla Nascita PD molto qualunquistico, forse con l'intenzione di essere divertente. Parla (male) anche di me, ma lo cito per non essere da meno del Ministro Lanzillotta.
Poi ci sono tantissimi blog che riportano l'elenco dei candidati e quindi anche il mio nome. Non mi sembra utile citarli tutti.
Cangini, ovvero se W non va alla montagna la montagna va da W
Per le primarie del Pd ha già lo slogan pronto, roba forte perché "la montagna è donna e nei paesini d'altura è ancora la femmina che si prende cura dei figli, li manda a studiare, sbriga le faccende di casa e mantiene in salute il marito che ogni giorno esce per andare al lavoro". Lui è Lucio Cangini da Sarsina (Forlì), diessino, per diciotto anni vicepresidente dell'UNCEM, l'Unione delle comunità montane, e da alcuni giorni candidato alla leadership del Partito democratico. Nel suo paese, terra del drammaturgo latino Tito Maccio Plauto e di briscolate al bar con gli amici, è una vera autorità oltreché consigliere comunale del partito di Veltroni e Fassino.
Il suo manifesto per il Pd ha un punto solo: "Valorizzare la montagna che interessa il cinquanta per cento del territorio nazionale, oltre 4.200 comuni e undici milioni di abitanti che producono il 16 per cento del pil". Ogni volta che apre il libro "La casta" dei due giornalisti del Corriere, Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, dove si parla delle comunità montane che stanno a 19 metri sul livello del mare, Cangini non sa trattenersi dal ridere. "I due dicono che siamo un costo della politica ma è che in fatto di montagna sono dei veri ignoranti, nel senso che ignorano. Se queste esistono soltanto in Italia c'è una ragione storica profonda: rappresentano una derivazione istituzionale della civiltà monacale, quella che produceva agro e zootecnia, forestazione e cura della natura. Altro che i Verdi di oggi. Eppoi si occupavano del pensiero. Basti ricordare il Monastero di Fonte Avellana, dove nell'XI secolo arrivò San Pier Damiani con gli amanuensi partiti da Ravenna e lì si misero a scrivere i codici forestali e a dialogare con il mondo".
Perché la montagna prima ancora che una questione di metri, per Lucio è un impeto ontologico. "A certe altezze si producono le vere autenticità democratiche - dice al Foglio - perché quei piccoli centri sono una agorà aperta dove la gente incontra il sindaco al bar o gli bussa a casa per l'ora di cena. Questo è tutto ciò che non hanno compreso Stella e Rizzo e, ahimè, pure il ministro Linda Lanzillotta. Lei ha avuto il torto di circondarsi di esperti che di montagna non sanno molto".
Pesce e limone
"Sui monti, ogni giorno, avviene una conserva vitale e storica, sono l'essenza delle regole che hanno fondato la civiltà occidentale. L'Ora et labora benedettino è nato in altura. Poi quando si scrive che non possono esserci comunità montane a pochi metri sul livello del mare si fa solo scandalismo. Ma come, dico io, viviamo di coste a picco, penso alla costiera Amalfitana, e mi dite che non è montagna. E allora la tradizione della nostra cucina che mischia mare e terraferma, penso al pesce, figlio del mare, che si sposa col limone, frutto della terra? Non si può tagliare con le forbici di una presunta casta la storia di un paese. E' ridicolo".
In queste ore Lucio Cangini riceve molte chiamate sul cellulare: sono gli amici che stanno raccogliendo le firme, ne serviranno due-tremila, per validare la sua candidatura. "Sardegna, Sicilia, Campania, Molise, Lazio, Abruzzo, la Toscana, le Marche e l'Emilia Romagna; da un paio di giorni ci stiamo dando molto da fare e credo che ce la faremo, anche se la sfida è dura, maledette regole". In alcune zone, ad esempio la Liguria, la raccolta non è cominciata. "Sa, tempo fa l'Uncem venne biasimata parecchio perché un suo presidente se ne sarebbe andato in America, per le Colombiadi, a spese dell'Unione. Ma fu una svista in buona fede". Capita, del resto in Italia le montagne sono una marea che bagna le coste e pure il Partito democratico.
Massimiliano Lenzi
La Stampa propone a pagina 13 i profili dei candidati.
Cangini
Età: 63 anni
Nato a: Civitella di Romagna (Forlì)
Studi: Laureato
Partito: Ds
Incarico: ex vicepresidente Unione comunità Montane; consigliere comunale a Sarsina (Fo)
La frase: "Valorizzare la montagna"
Passioni: Arte (scolpisce)
Dopo Walter l'uomo del monte
Chi critica i Ds per aver affidato al solo Walter Veltroni il peso del competere, non sa che la Quercia ha almeno un altro candidato: Lucio Cangini, la cui carriera nel partito si è spinta fino alla conquista di Sarsina, provincia di Forlì, di cui è stato sindaco e consigliere comunale. Cangini ha 63 anni e una proiezione in qualche modo internazionale, avendo redatto, tempo fa, un manifesto europeo della montagna. Cangini, infatti, è stato per diciotto anni vicepresidente dell'Unione delle Comunità montane. E il suo manifesto programmatico contiene un punto solo: la valorizzazione del territorio montano. Non altro. Una dichiarazione d'intenti forse precisa, ma non proprio accattivante. E anche per un appassionato di vette come lui, stavolta la scalata pare malagevole.
Carlo Bertini
Pd, Letta e Pannella fra i possibili 8 sfidanti
ROMA - Per ora sono sei i candidati per le primarie del Pd del 14 ottobre. Ma presto potrebbero essere otto, se Enrico Letta (nella foto) scioglierà la sua riserva, e se Marco Pannella supererà le obiezioni regolamentari che si stanno ponendo alla sua corsa per la segreteria dei democratici.
Questi i profili degli 8 candidati: Walter Veltroni. Nato a Roma, 52 anni, nel 1976 è già consigliere comunale del Pci, poi deputato, vice presidente del Consiglio nel primo governo Prodi, segretario del Pds, e attualmente sindaco di Roma. Rosy Bindi. Nata a Siena, 56 anni, parlamentare europea nel 1989, tra le fondatrici del Ppi, ora ministro della Famiglia, incarico che lascerà in caso di vittoria. Furio Colombo. Nato a Chatillon (Val d'Aosta), 76 anni, deputato del Pds, poi direttore dell'Unità nella stagione dei girotondi e ora senatore della Quercia.
Mario Adinolfi. 35 anni, giornalista, leader del movimento "Democrazia diretta", usa il blog come megafono delle sue idee e battaglie. Jacopo Gavazzoli Schettini. Direttore dell'Agenzia Europea di Investimenti, è sceso in campo il 3 luglio, sospendendosi dall'incarico. Lucio Cangini. Originario di Sarsina (Forlì), 63 anni, vicepresidente per 18 anni dell'Unione delle Comunità montane, ha esperienze politiche come sindaco di Sarsina e consigliere comunale Ds. Marco Pannella. 77 anni, abruzzese di Teramo, da quarant'anni leader incontrastato dei radicali italiani. Enrico Letta, 40 anni, pisano, sottosegretario alla presidenza del Consiglio.
Montagna democratica Pd e nuove identità. Il candidato romagnolo ha iniziato la raccolta delle firme
Cangini: "Sono l'uomo giusto per Amato"
SARSINA - "Sono io l'uomo che sta cercando Amato". L'ex sindaco Ds di Sarsina Lucio Cangini, prossimo a candidarsi alle Primarie per al guida del Pd, replica così alle affermazioni del ministro degli interni, Giuliano Amato, che ieri si è detto preoccupato di alcune candidature "troppo legate a vecchie identità, non sufficienti a ricomporre la società italiana ridotta in frammenti di uno specchio che non c'è più". A proporgli una soluzione estranea ai vecchi schemi è ora il 63enne Lucio Cangini, da oltre 30 anni al servizio della montagna, che sta girando l'Italia per raccogliere entro il 30 luglio le oltre 2mila firme, utili alla propria candidatura. "Se il partito democratico - avvisa Cangini - vuole ricomporre lo specchio rotto della società italiana deve riabilitare la fabbrica montagna, regina dei principi democratici e patrimonio europeo della civiltà occidentale". Amato ha poi indicato Veltroni come idoneo a farlo, la ministra Bindi simpatica e Furio Colombo un frammento dello specchio. "La fabbrica montagna - delucida Cangini - è trasversale ad ogni schema politico e per questo motivo è stata considerata dai governi, sia di centro-destra che di centro-sinistra, una cenerentola al servizio delle aree metropolitane. Se Amato ritiene che le candidature dei poteri forti non garantiscono i legami sociali utili a promuovere le riforme, si batta per posticipare il termine per la presentazione delle firme. Così, favorirebbe la democrazia autentica e la partecipazione della base, due fattori indispensabili per chi si candida senza vantare al proprio servizio la macchina del partito". Il Comitato tecnico per le Primarie ha deciso martedì di non posticipare la data per la presentazione delle firme fissata al 30 luglio (e annunciata solo il 14) ma Cangini, che si definisce un liberto dell'appennino tosco-romagnolo, non si perde d'animo. "Servono almeno 100 firme autenticate in cinque Regioni diverse dove stiamo già presentando il nostro quaderno progettuale sulle montagne italiane. Ho incontrato amici e amministratori a Voghera, andrò (oggi) a Torino, nel Vajont, nel Vallo di Diano e nella zona Irno del salernitano. Conto però di ottenere il sostegno dell'unione nazionale dei comuni montani e le preferenze del collegio elettorale dell'Emilia Romagna". Per Cangini la montagna rappresenta la fabbrica più bella ed estesa del paese, un'autentica generatrice di sviluppo che può trainare la società verso un progresso equo-sostenibile. "Grazie all'interazione quotidiana uomo-natura - conclude Cangini - la montagna ha conservato un'autenticità democratica di valori culturali, sociali, civili e di filiere produttive d'eccellenza. Tali valori, se posti a sistema in un progetto di modernizzazione dell'Italia, diventano essenziali a qualificare anche la vita delle aree metropolitane".
Armando dell'Annunziata
Il candidato "qualsiasi" parte in quarta e dichiara: "Bisogna subito rifare il regolamento"
Verso il Pd in compagnia di Bindi e Colombo
SARSINA (Kb) - "Dove sta la democrazia se un progetto di Partito nuovo, che si chiama appunto Democratico, condiziona, soffocando con eccesso di burocrazia, la candidatura di un cittadino qualsiasi?". Lucio Cangini parte in picchiata, sostenendo le stesse perplessità che in questi giorni sia Rosy Bindi che Furio Colombo hanno manifestato in merito al Regolamento quadro per l'elezione delle Assemblee Costituenti dell'Ulivo-Partito Democratico. "Come si può pretendere che un cittadino, in totale democrazia, riesca in poco più di 15 giorni a raccogliere 2500 firme in almeno 5 regioni diverse? E' uno dei cancri italiani di cui sto parlando - sottolinea Cangini - l'eccesso di burocrazia, portata a commi e paragrafi che hanno dell'inverosimile, tralasciando di pari passo l'essenzialità come è accaduto per la modulistica necessaria alla raccolta delle firme". I due volti noti della politica italiana, la Bindi ex ministro della Sanità ed ora ministro della famiglia e Colombo, ex direttore dell'Unità e senatore dell'Ulivo, che lunedì ha annunciato la propria intenzione di candidarsi alla guida del PD hanno espresso le stesse dubbiosità del valligiano Lucio Cangini. "Ho intenzione di avanzare una proposta di posticipazione della candidatura corredata dalla raccolta di firme, che invece del 30 luglio arrivi al 10 settembre". Nel frattempo, proprio ieri sul sito ufficiale del Partito Democratico è apparsa la notizia dell'intenzione di rivisitare al data di fine mese consentendo un lasso di tempo maggiore per la raccolta delle firme. E sempre ieri Colombo in un'intervista rilasciata al quotidiano La Repubblica, alla domanda "ha capito quante firme le servirebbero per poter affrontare la battaglia?" ha dichiarato "Non ho capito niente di niente. Non so quante firme servano e non so neppure se è concesso a chi non possiede una scorta di governo (per scorta intendo la strumentalizzazione necessaria, le relazioni organizzative) di avanzare un'autonoma candidatura". Dalle stesse dichiarazioni del senatore dell'Ulivo, appare oltremodo palesato il pensiero condiviso da Cangini sull'ambiguo regolamento quadro per chi intende mettersi in corsa per le primarie: uno strumento poco congruente con l'idea di democrazia.
La sua carta d'identità
"Mi definisco un artista e libero pensatore"
SARSINA (kb) - Per fornire un'idea dell'ambiguità contenuta all'interno del regolamento, citiamo testualmente il punto numero 8 dell'Articolo 7 inerente la questione delle candidature, raggruppato all'interno del Regolamento quadro per l'elezione delle Assemblee Costituenti dell'Ulivo-Partito Democratico. "Le dichiarazioni di candidatura alla carica di Segretario Nazionale sono presentate all'Ufficio tecnico amministrativo entro il 30 luglio 2007 unitamente ad una dichiarazione di intenti e a un numero di firme compreso tra duemila e tremila, di cui almeno cento in ognuna di cinque regioni. Le dichiarazioni di candidatura sono accettate se corredate, entro i termini previsti per la presentazione delle liste, da dichiarazioni di cui al comma 6, lettera g, relative a liste presentate in almeno 25 diversi collegi presenti in non meno di 5 differenti regioni". In sostanza alla lettera "g" è previsto che per candidarsi un soggetto debba avere una documentazione "di indicazione della persona che la lista sostiene come candidato alla carica di Segretario Nazionale, corredata dalla corrispondente dichiarazione di accettazione da parte di quest'ultimo". Dopo tutta questa trafila di parole in burocratese intraducibile - evidenzia Lucio Cangini - io mi presenterò con la mia 'carta d'identità' in cui sta scritto che sono un artista, un libero pensatore con un portafoglio di valide idee a favore della montagna". E le idee di Cangini si faranno largo tra i cavilli burocratici previsti all'interno del Regolamento quadro, grazie al suo pensiero "Non c'è dubbio che le arti e i mestieri della 'fabbrica montagna', in quotidiana interazione con l'ambiente, producano anche a beneficio della città, delle pianure e delle zone costiere attraverso alimenti di qualità e fonti energetiche, ecosistemi ambientali ed ecosostenibilità dello sviluppo, tipicità zonali produttive, concezione del lavoro come valore sociale e dimensione di realizzazione umana. Inoltre: cultura di vita quotidiana e buon senso dei saperi storico-ambientali, senso di appartenenza e convivenza civile, continuità generazionale della famiglia, salubrità polmonare e di rapporto interpersonale ed infine autenticità democratica nei e dei Comuni Montani". "La montagna e i Comuni Montani sono presidio quotidiano di un livello democratico che non si limita al solo aspetto economico - rimarca Cangini - il dialogo interpersonale in barba del cancro burocratese all'italiana, e le risorse endogene sono elementi fondamentali di progettualità dove Sindaco, consiglieri comunali e cittadini si incontrano al bar, nei luoghi di lavoro, al campo di calcio, in piazza, in chiesa, giorno dopo giorno immancabilmente. I Comuni montani sono una vera e propria comunità attiva in grado di far maturare idee e realizzare progetti con l'adesione e la partecipazione di ogni singola persona. Se non vogliamo disperdere questa straordinaria dotazione fattrice di solide aggregazioni sociali, costumi di laboriosità civica e più salutari modi di vivere, ci è d'obbligo mettere mano ad un dinamico disegno strutturale di trasmissione delle conoscenze, lette e reinterpretate anche in termini economico-commerciali e portate a sistema produttivo diversificato sebbene d'area nazionale, attraverso gli strumenti della modernità".
L'artista diessino ha lanciato la sua candidatura alla segreteria nazionale
"Porterò a Roma l'eco dei monti"
Parla Lucio Cangini, l'uomo che sfida Veltroni
Sarsina (kb) - Il premio Nobel Rita Levi Montalcini in una video-intervista durante l'Assemblea plenaria degli Stati Generali della Montagna delineò efficacemente e in poche parole la strada che Lucio Cangini intende percorrere. "La Scienza è essenziale ad uno sviluppo moderno della montagna che cerchi il miglioramento delle condizioni di vita di ogni singola persona, nella misura in cui essa si radica e si innesta nella civiltà esistente - disse il premio nobel - I dieci milioni di abitanti della montagna mi hanno aperto uno scenario che non conoscevo e che va affrontato in termini progettuali con un'alleanza fra gli attori locali pubblici e privati e i soggetti della ricerca scientifica". Sulla falsa riga delle valutazioni montalciniane, Cangini ha realizzato il Quaderno progettuale delle Montagne italiane dal titolo "La Città Montana delle Arti, dei Mestieri e delle Scienze per una democrazia a 360° umani". L'idea del consigliere sarsinate trova fondamento sul fatto "che ciò che si 'realizza' nella 'Fabbrica montagna' è foriero di una più equa e nobile concezione della modernità, essendo in grado di abbinare sino alla simbiosi innovazione tecnologica ed equità sociale, ricchezza e diffusione territoriale delle opportunità, attuazione del welfare e centralità della famiglia. Ma anche lavoro e formazione professionale in ogni dove la singola persona interagisca con l'ambiente, cultura e sviluppo economico".
SARSINA - "La mia dichiarazione di intenti parte dal Quaderno progettuale delle montagne italiane, quello di cui mi farò portavoce a sostegno dei bisogni, delle virtù e delle necessità delle popolazioni montane". Così Lucio Cangini si muove ufficialmente da oggi per raccogliere le firme necessarie alla corsa per le primarie del Partito Democratico. "La dichiarazione di intenti, la stessa che motiva la raccolta delle firme nelle regioni d'Italia, partirà ufficialmente da oggi - ricorda Cangini - il primo banco di prova sul quale siamo disposti a salire è già il regolamento stesso, un'anomalia continua che rappresenta una prima prova, ma che superandola ci consentirà di fornire il nostro primo alla costituzione del Partito Democratico". La Dichiarazione d'intenti con la quale si presenterà il 'rappresentante della montagna', alias Lucio Cangini, è parte integrante del suo Quaderno progettuale lo stesso che motiva non solo la raccolta di firme, ma anche la successiva attuazione della prima organizzazione del Nucleo operativo nazionale, e dei Nuclei operativi locali composti dalla quotidianità della gente comune. "Faranno parte di quest'ultimo gruppo i cittadini valligiani e della pianura che si riconoscono nelle nostre idee, nei progetti di salvaguardia della montagna a favore diretto della città - sottolinea Cangini - Non va dimenticata la nascita del Gruppo Internet che andrà a formare la Città Virtuale delle Arti, dei Mestieri e delle Scienze". Grazie ai contatti diretti che Lucio Cangini ha esteso in tutto il paese, il bacino elettorale a partire da oggi lieviterà in Campania, Lombardia, la nostra Emilia-Romagna, Piemonte, Marche, Molise, Sicilia, Liguria e Lazio "sono queste le nove Regioni in cui i miei referenti stanno costituento i Nuclei Operativi Locali". "Io mi presento a questo progetto con una 'carta d'identità' che mi indica come artista e libero pensatore, consigliere di un comune montano, intenzionato a rappresentare gli elettori della società civile e non del mondo politico - rimarca il sarsinate - I miei elettori saranno operai forestali, insegnanti, studenti, intellettuali, artisti, professionisti, ricercatori scientifici, lavoratori autonomi e dipendenti, liberi pensatori creativi e appassionati della vita". Pur essendo il Segretario dell'Unione comunale dei Ds di Sarsina gli intenti di Cangini mirano a presentare le "mutazioni epocali in corso degli assetti sociali, produttivi e mercantili rappresentano per gli Abitanti delle montagne italiane un'inedita, quanto immancabile, occasione per divenire protagonisti del futuro dell'Europa e io mi farò portavoce di tutto questo". I secolari mestieri, praticati nelle montagne con 'scienza di vita' vanno attualizzati in progetti cantierabili di filiera. Nei territori dei Comuni Montani l'interazione uomo-ambiente è garanzia di investimenti finanziari sia pubblici che privati, rappresentando la più collaudata fucina di filiere produttive d'eccellenza, mai sufficientemente presa in considerazione come matrice di nuovi stabili posti di lavoro, di cui i Comuni sono primi fautori e conduttori". Le mire di Cangini puntano a "governare bene la montagna per governare meglio il Paese e l'Europa, in un pensiero di unicità geopolitica e produttiva delle montagne italiane, che sono patrimonio europeo di cultura e civiltà. Nasce da qui la motivazione politico-istituzionale che ci sollecita alla 'costruzione' di un progetto di governo che metta insieme le 'ragioni' delle montagne con quelle delle aree metropolitane e delle zone costiere, in naturale interdipendenza territoriale ed integrate economicamente". "Occorre attuare un progetto di Governo che, con il fattivo coinvolgimento delle popolazioni di montagna, trasformi ciò che l'habitat montano ha conservato, rimanendo ai margini dello sviluppo industriale, in valore economico e di lavoro competitivo sul mercato globale, con l'obiettivo primario di assicurare ai giovani condizioni modernamente appaganti in permanenza e stanzialità professionale - recita la carta d'intenti di Cangini - Una volta tanto il primato selettivo verrebbe assegnato alla cultura, intesa come originaria sfera di conoscenze, dalla quale fare derivare determinazioni politiche radicate nella quotidianità e certezze finanziarie che investano sul matrimonio o, meglio, sul patto di civile solidarietà tra endogene e indigeni e cioè tra le risorse zonali, 'abitanti della storia locale' e residenti anagrafici, nella consapevolezza che le montagne italiane sono da sempre terra di accoglienza, crogiuolo di meticciato esistenziale, patrimonio in atto di convivenza pacifica".
SARSINA, L'EX SINDACO
Pd, Cangini vuol fare il leader
puntando sulla montagna
Non ha paura di perdere anzi punta al massimo con un progetto per la valorizzazione della montagna, la sua montagna che conosce molto bene. Lucio Cangini, 63 anni, (hobby della pittura e della scultura) consigliere comunale (Ds) di Sarsina dove è già stato sindaco per un mandato e per 18 anni vicepresidente dell'Unione delle comunità montane, è pronto a correre per la guida del partito democratico e a sfidare Walter Veltroni. Presto comincerà a raccogliere le firme in giro per l'Italia, sicuro del suo progetto che interessa il 50% del territorio italiano, ossia la montagna che comprende 4200 comuni e 11 milioni di abitanti che producono il 16% del pil nazionale. Una ricchezza destinata all'oblio in mancanza di interventi adeguati e che finora, secondo il neocandidato alla guida del Pd è stata sottostimata da tutti i partiti. "Ipotizzando che l'Italia sia simile al corpo umano, se le sue arterie, ossia le montagne, cominciano ad ammalarsi, anche tutto il resto del corpo ne risentirà - ha spiegato-. Serve così un progetto sociale tra le varie zone del territorio e con un'economia integrata". Può puntare su un'esperienza trentennale nella politica. La montagna sarà quindi la sua cartina di tornasole per i problemi del resto del Paese: non a caso il suo slogan è "Governare bene le montagne per governare meglio l'Italia e l'Europa"
Ha anche le idee chiare su cosa farebbe se dovesse riuscire nell'impresa di battere i suoi rivali Walter Veltroni, Furio Colombo e Rosy Bindi ed essere eletto segretario del Pd. "Immediatamente metterei nel bilancio ordinario dello Stato e delle Regioni i soldi necessari per la gestione e la tutela del suolo montano e la manutenzione forestale. Senza la cura dei monti si rischiano frane e quindi alluvioni. E se la montagna si spopola a farne le spese sarà la città".
PD SCENDE IN CAMPO ANCHE CANGINI, EX VICE PRESIDENTE UNCEM
SARSINA (FORLI')
(ANSA) - SARSINA (FORLI'-CESENA), 17 LUG - Non ha complessi di inferiorità ne' paura di perdere, anzi punta al massimo e lo fa dalla Romagna ma con un progetto per la valorizzazione della montagna. Lucio Cangini, 63 anni, consigliere comunale di Sarsina, patria di Plauto, nel cesenate e per 18 anni vicepresidente nazionale dell'Unione delle comunità montane, è pronto a correre per la guida del partito democratico.
A giorni comincera' a raccogliere le firme in giro per l'Italia, sicuro del suo progetto che interessa il 50% del territorio italiano (tale l'estensione delle montagne), pari a 4200 comuni e 11 milioni di abitanti che producono il 16% del pil nazionale. Una ricchezza destinata all'oblio in mancanza di interventi adeguati e che finora, secondo il neocandidato alla guida del Pd, è stata sottostimata sia dal centrodestra sia dal centrosinistra. "Ipotizzando che l'Italia sia simile al corpo umano, se le sue arterie, ossia le montagne, cominciano ad ammalarsi anche tutto il resto del corpo ne risentirà - ha spiegato Cangini - per cui serve un progetto sociale interdisciplinare tra le varie zone del territorio e con un'economia integrata". Forte di un'esperienza trentennale nella politica (eletto segretario del PCI nel 1976 a Sarsina, oggi della Quercia e sindaco di Sarsina per un mandato), altra passione del romagnolo è l'arte essendo lui pittore e scultore.
Oltre che appassionato di montagna, che difende da un comune che è a 850 metri sul livello del mare. Un po' poco per parlare di montagna? "No, perché nel modello di comune montano che difendo non c'entra solo l'altimetria - ha replicato - ma il modello di vita che c'è dietro, le tradizioni, la difesa dell'ambiente". Insomma la montagna come cartina di tornasole per i problemi del resto del Paese: non a caso il suo slogan è "Governare bene le montagne per governare meglio l'Italia e l'Europa". E cosa farebbe come prima cosa lo sfidante di Valter Veltroni, Furio Colombo e Rosy Bindi se fosse eletto come segretario del Pd? "La prima cosa da fare è mettere a bilancio ordinario dello Stato e delle Regioni i soldi per la gestione e tutela del suolo montano e la manutenzione forestale. Senza la cura dei monti, si rischiano frane e quindi alluvioni in città e se la montagna si spopola a farne le spese sarà la città". A questo potrebbe pernsarci il Pd, perché no? (ANSA)
Il capo dell'opposizione di Sarsina si candida a segretario nazionale
Pd, Cangini sfida Veltroni
Il suo programma illustrato nel "Quaderno Progettuale"
SARSINA - "Mi farò portavoce di una democrazia autentica, della libera espressione di ogni cittadino e dei territori montani, cercando di ottenere l'impossibile facendo il possibile". Con tanta determinazione e tenacia Lucio Cangini, capo della minoranza di Sarsina, propone la propria candidatura in qualità di segretario politico nazionale per il Partito Democratico.
"I requisiti necessari per candidarsi, che proprio nei giorni scorsi sono stati resi pubblici, soffocano la libera candidatura di un singolo soggetto a favore di grandi partiti e uomini politici conosciuti - sottolinea Cangini - Ma io ho in mente un progetto che, se sarà recepito dalle popolazioni montane e non solo, sono certo che riuscirà a dimostrare ciò in cui credo, ciò di cui le popolazioni montane vanno fiere".
La presentazione del "Quaderno progettuale" ideato da Cangini, dal titolo "La Città Montana" delle arti, dei mestieri e delle scienze" è stata presentata ad Atena Lucana in provincia di Salerno in occasione dell'ultimo weekend di giugno, calamitando l'attenzione sull'importanza delle Comunità Montane e dei territori che ne fanno parte.
"I miei pensieri vanno alla montagna, intesa come produttrice diretta del 16% del Prodotto Interno Lordo. Quei territori spesso sottostimati, a differenza delle grandi città intese come produttrici principali del lavoro e delle opportunità sociali".
"Il Quaderno intende proporre ai giovani la trasformazione dei beni culturali e dei pregi naturalistici di cui siamo unici produttori in opportunità sociali e di lavoro. Ecco perché la Città Montana delle arti e delle scienze: troveranno spazio progetti che non propongono occupazione in termini quantitativi per i giovani, ma professionalità stanziale, dove la dimensione lavoro è realizzazione umana".
Il Quaderno Progettuale per i territori montani sarà portato all'attenzione dei due Poli attraverso la figura di Cangini che dice: "Non sarò tanto il leader del partito, quanto più il portavoce dei territori montani, un soggetto attivo coordinatore di gruppi di supporter e collaborazioni che si estendono a tutto il tappeto montano nazionale".
Su questo progetto si creerà una lista in rappresentanza di tutte le Comunità Montane d'Italia, volgendo un occhio sulla quotidianità delle popolazioni maggiormente decentrate, che potrebbero trarne importanti benefici.
Katia Bernabini
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