4.200 Comuni
355 Comunità Montane
16% del PIL
10 milioni di abitanti
La spazialità montagna è vissuta, custodita, vitalizzata e valorizzata da 10 milioni di Italiane e Italiani.
Questo scarno e oggettivo dato socio-territoriale fa comprendere che la prima emergenza da affrontare è il mantenimento dell'insediamento umano.
Obiettivo occupazione
Se Sparta piange, Atene non ride: la disoccupazione e il senso di precarietà sono una piaga socio-economica che accomuna montagne e città. La montagna italiana è una risorsa specifica che, se messa in cantiere progettualmente, potrà contribuire fattivamente alle risoluzioni per l'occupazione che si riterrà di adottare e, contestualmente, rivelarsi essenziale per favorire la sicurezza della vita in città.
Spopolamento in montagna e caos urbano in città
L'invecchiamento e la tendenza allo spopolamento in montagna aggravano il caos urbano, con le drammatiche conseguenze che si riversano negativamente sulla vita di tutti i giorni abbasando il livello di guardia della sicurezza sociale.
Due emarginazioni: una sola causa una sola terapia
Alla marginalità economica tipica della montagna corrisponde l'emarginazione sociale di quartieri periferici urbani. Ambedue le emarginazioni provocano solitudine umana.
La causa è una sola: lo squilibrio territoriale. La terapia dovrà, quindi, essere una sola: un intendimento progettuale dello sviluppo impostato su tre assi portanti: lavoro, sicurezza sociale, equilibrio territoriale.
I giovani e il diritto all'opzione
I mutamenti vertiginosi cui siamo soggetti mettono a dura prova l'intelligenza umana e le certezze della nostra cultura. Soltanto il senso di appartenenza, trasmesso da generazione in generazione, può fare da bussola che ci orienta tra i banchi di nebbia del futuro.
Ecco, allora, la necessità di perpetuare progettualmente ai nostri figli il diritto all'opzione e cioè il diritto di scegliere tra ciò che offrono, in termini (diversi) di lavoro e opportunità esistenziali, i territori montani e i poli metropolitani.

