Quaderno progettuale delle montagne italiane a 360° umani

Nuova esperienza per me. E che devo vivere affidandomi alla cortesia di uno scrivano elettronico cui detto i miei testi al telefono. Non è comodo, ma da questo punto di vista noi di montagna siamo cittadini di serie B. La banda larga per noi pare che non sia un diritto. Ma questo meriterà una pagina a sé del Quaderno. 

Intanto, vi propongo le prime pagine del mio quaderno. Le altre le aspetto da voi.

Aggiornamento: ho realizzato una versione completa del mio quaderno in formato cartaceo. Ne rendo disponibile qui una copia in pdf.


I Comuni montani: polis delle Arti , dei Mestieri e delle Scienze

Le mutazioni epocali in corso degli assetti sociali, produttivi e mercantili rappresentano per gli Abitanti delle montagne italiane una inedita, quanto immancabile, occasione per divenire protagonisti nel futuro dell'Europa.

I secolari mestieri, praticati nelle montagne con scienza di vita vanno attualizzati in progetti cantierabili di filiera.

Il Comune Montano è storico insediamento di civiltà e autentico luogo europeo dei doveri e dei diritti democratici.

I Comuni Montani italiani rappresentano, nel loro insieme, un habitat democratico, culturale e produttivo unico in Europa. Habitat che non solo va difeso, bensì valorizzato, tanto da poter essere trasformato in risorsa motrice di qualità per la vita urbana e per un modello di sviluppo continentale basato sull'interdipendenza territoriale e l'economia integrata.

Nei territori montani l'interazione uomo-ambiente è garanzia di investimenti finanziari sia pubblici che privati, rappresentando la più collaudata fucina di filiere produttive d'eccellenza, mai sufficientemente presa in considerazione come matrice di nuovi e stabili posti di lavoro, di cui i Comuni sono i primi fautori e conduttori.

I Comuni Montani sono presidio quotidiano di un livello democratico  che non si limita al solo aspetto economico. Infatti il dialogo interpersonale e le risorse endogene sono elementi fondamentali di progettualità dove Sindaco, Consiglieri Comunali e Cittadini si incontrano al bar, nei luoghi di lavoro, al campo di calcio, in piazza, in chiesa, giorno dopo giorno, immancabilmente. Una vera e propria comunità attiva, i Comuni Montani, in grado di fare maturare idee e realizzare progetti con l'adesione partecipativa di ogni singola persona. 

Se non vogliamo disperdere, lasciandola estinguere a coda di topo, questa straordinaria dotazione fattrice di solide aggregazioni sociali, costumi di laboriosità civica e più salutari modi di vivere, ci è d'obbligo mettere mano ad un dinamico disegno strutturale di trasmissione delle conoscenze, lette e reinterpretate anche in termini economico-commerciali e portate a sistema produttivo e diversificato sebbene d'area nazionale, attraverso gli strumenti della modernità: le diversità a tal guisa concorrono alla costruzione di un unico, più giusto e sereno senso di marcia verso il futuro.

Una comunicazione, quindi, tra passato e futuro, tra genitori e figli.

Un progetto generazionale che si presti pure come vettore politico-culturale e come collegamento di continuità comunicativa fra le generazioni e le variegate identità socio-produttive di montagna: un'intelligenza generazionale che trasmetta e, nel contempo, tuteli i valori tradizionali, costitutivi d'identità e senso d'appartenenza, ponendoli sia come sostentamento etico-ideale sia come misura e garanzia che accompagna e supporta di adeguati lumi e pratiche di monitoraggio i processi di cambiamento avviati, che non dovranno mancare di approdi equilibrati e territorialmente appaganti economicamente quanto umanamente, tenendo ben presente che l'emergenza finanziaria dei Comuni Montani è uno degli osti con cui vanno regolati i conti. E', infatti, sul nodo dei finanziamenti e della finanza locale perequativa che si inceppa un qualsivoglia progetto di governo.

Obiettivi di lungo periodo per la Montagna


OFFRIRE UN CONTRIBUTO SPECIFICO DEI TERRITORI MONTANI ITALIANI ALA RISOLUZIONE DELLA CRISI DI IDENTITA' SOCIALE E PRODUTTIVA CHE ATTANAGLIA IL PAESE


GARANTIRE STANZIALITA' PROFESSIONALE E DI LAVORO PER I GIOVANI


PROMUOVERE FORME DI VITA MODERNAMENTE APPAGANTI


FAVORIRE LA DIFFUSIONE TERRITORIALE DELLE OPPORTUNITA' SOCIALI, DI LAVORO, PRODUTTIVE


AFFERMARE UNA DEMOCRAZIA A COLORI ED EQUOSOSTENIBILE


FAR NASCERE LA QUINTA AREA

"La montagna è donna" -  lettera aperta a Rosy Bindi

Gentile Rosy Bindi, 

sono un liberto dell’Appennino Tosco-Romagnolo che si è autocandidato alla segreteria nazionale del Partito Democratico, in nome e per conto delle montagne italiane.

Governare bene le montagne per governare meglio l’Italia e l’Europa è il mio slogan elettorale, compiutamente corredato dal “Quaderno progettuale delle montagne italiane per una democrazia a 360° gradi umani”, che potrà rilevare volendo dal sito specifico www.montagnademocratica.org.

Vengo al dunque e alle significazioni culturali di questa mia lettera aperta.

Durante una delle svariate trasmissioni televisive “verdi” la telecamera inquadrò un’anziana donna di montagna intenta con un fascio di legna sulla testa ad affrontare il sentiero quotidiano delle sue fatiche. All’intervistatore che si era offerto di aiutarla, rispose con un sorriso ironico e malizioso che “non si scomodasse perché lei era abituata fin da piccola a portare e sopportare pesi e fardelli per la cura della famiglia e la tutela dell’ambiente”.

Non era una scena di repertorio d’altri tempi. In molte località montane (dove non ci sono piste da sci) ancora oggi, fra i muri e nelle stalle dei casolari sparsi e delle aziende agro-zootecniche sfiorate dalle nuvole sui prati e sui boschi d’alta quota, i significati e i valori della vita, trovano forma nell’opera della donna, giorno dopo giorno.

Non occorre essere antropologi per comprendere che i costumi di vita, i valori etici e il rapporto umanità-natura, in montagna si sono retti sulla famiglia, mantenuta e resa tale dalla presenza insostituibile e armonizzante della donna. Nelle valli e nei borghi, come nelle rocciose case isolate, la donna, più che svolgere un ruolo ben definito, rappresenta lo spirito della continuità esistenziale, ma anche il presidio personificato che assicurava sia l’organizzazione del lavoro che il riscatto sociale dei figli.

Il patrimonio di civiltà delle montagne italiane sta conservato, integro e vitale, nell’attualissima eredità storica che la donna ha plasmato e ci consegna ogni giorno. E’ possibile allora trasformare i pregi naturalistici di Alpi, Appennino e montagne in mezzo al mare, i beni culturali, le produzioni tipiche in valori economici e di lavoro, a beneficio anche delle aree metropolitane, senza dare alla donna ciò che è della donna in termini storici e politici?

Occorre uno stacco culturale da parte dei maschietti: ammettiamolo, la femminilità, quando la donna riesce a farne anche una forma di intelligenza sociale, è la sapienza del mondo.

Un vero progetto di governo delle montagne italiane ed europee chiama donne e uomini, insieme protagonisti, ad operare nella quotidianità per una vita più giusta, più bella, appassionata e sentimentalmente piacevole. I nostri figli ce ne saranno immensamente grati, perché con il lavoro e la sicurezza economica affideremo alle loro mani e ai loro cuori, i nostri sacrifici, i nostri ideali, le luci e le ombre della nostra esistenza, donne e uomini insieme.

Cara Rosy Bindi, se questo è il momento delle donne come lei giustamente sostiene, allora, finalmente è giunto il momento di “donna montagna” bistrattata sino ad oggi alla stregua di Cenerentola che spazza negli scantinati delle aree metropolitane, sia dai governi di centro destra come da quelli di centro sinistra. La montagna è sì bipartisan ma in senso negativo, alla faccia dell’articolo 44 della Costituzione italiana.

Mi auspico di stringere con lei, con la sensibilità di donna di cui è portatrice, un’alleanza umana, culturale e politica affinché la montagna in quanto donna, così autenticamente democratica, se non in matrimonio, possa unirsi al Partito Democratico sperimentando almeno un Dico in caso Lei mi battesse sul filo di lana per l’incarico di Segretario del Partito Democratico stesso.

A parte gli scherzi la saluto cordialmente e la ringrazio sin d’ora per la considerazione che vorrà e potrà prestarmi.

Lucio Cangini

 

Governare bene le montagne per governare meglio l'Italia e l'Europa

4.200 Comuni

355 Comunità Montane

16% del PIL

10 milioni di abitanti

La spazialità montagna è vissuta, custodita, vitalizzata e valorizzata da 10 milioni di Italiane e Italiani.

Questo scarno e oggettivo dato socio-territoriale fa comprendere che la prima emergenza da affrontare è il mantenimento dell'insediamento umano.

Obiettivo occupazione

Se Sparta piange, Atene non ride: la disoccupazione e il senso di precarietà sono una piaga socio-economica che accomuna montagne e città. La montagna italiana è una risorsa specifica che, se messa in cantiere progettualmente, potrà contribuire fattivamente alle risoluzioni per l'occupazione che si riterrà di adottare e, contestualmente, rivelarsi essenziale per favorire la sicurezza della vita in città.

Spopolamento in montagna e caos urbano in città

L'invecchiamento e la tendenza allo spopolamento in montagna aggravano il caos urbano, con le drammatiche conseguenze che si riversano negativamente sulla vita di tutti i giorni abbasando il livello di guardia della sicurezza sociale.

Due emarginazioni: una sola causa una sola terapia

Alla marginalità economica tipica della montagna corrisponde l'emarginazione sociale di quartieri periferici urbani. Ambedue le emarginazioni provocano solitudine umana.

La causa è una sola: lo squilibrio territoriale. La terapia dovrà, quindi, essere una sola: un intendimento progettuale dello sviluppo impostato su tre assi portanti: lavoro, sicurezza sociale, equilibrio territoriale.

I giovani e il diritto all'opzione

I mutamenti vertiginosi cui siamo soggetti mettono a dura prova l'intelligenza umana e le certezze della nostra cultura. Soltanto il senso di appartenenza, trasmesso da generazione in generazione, può fare da bussola che ci orienta tra i banchi di nebbia del futuro.

Ecco, allora, la necessità di perpetuare progettualmente ai nostri figli il diritto all'opzione e cioè il diritto di scegliere tra ciò che offrono, in termini (diversi) di lavoro e opportunità esistenziali, i territori montani e i poli metropolitani.


La fabbrica montana

A ben guardare la montagna è la fabbrica più bella, estesa e sano, di esclusiva dello Stato, e i Sindaci, i Consiglieri Comunali, i Presidenti di Comunità Montana ne possono essere considerati gli Amministratori Delegati, resi tali con voto democratico.

Le arti e i mestieri praticati giorno dopo giorno nelle aziende agricole, nelle stalle, nei boschi, sui prati, lungo i torrenti, dentro le officine artigianali, nelle trattorie, nelle locande, nelle osterie, negli spacci di frazione sono quella risorsa democratica, esistenziale e produttiva unica ed essenziale ad uno sviluppo socio-economico nazionale ed europeo che voglia "emanciparsi" in diffusione territoriale delle opportunità sociali e lavorative destinate, oltre che ai giovani, a tutti coloro che intendano farne una scelta di vita.

Per informazioni: info@montagnademocratica.org - Quanto al copyright... ma copiate tutto quello che volete!